| S C A L A |
Chiamati a dare la vita per l’abbondante redenzione
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| Ufficio di Informazione Redentorista | Servizio speciale |
Bollettino della Congregazione del SS. Redentore
Roma, Italia
Sua Santità, il Papa Giovanni Paolo II, è deceduto ed ha compiuto la sua missione qui in terra il giorno di sabato 2 aprile del 2005, in Vaticano. Il Papa Giovanni Paolo II è morto a causa di una infezione, di problemi nel campo cardio-circolatorio e di complicazioni dovute al suo morbo di Parkinson, come annunzió oggi il portavoce della Santa Sede in un comunicato ufficiale emanato dal Arcivescovo Sandri.
Il Cardinale Karol Wojtyla, Arcivescovo di Cracovia, era stato eletto Papa il 16 ottobre del 1978 poco dopo le 5 di sera, ora di Roma, durante l’ ottavo scrutinio del secondo conclave che si tenne in quello stesso anno, data la morte repentina del Papa Giovanni Paolo I, a sua volta successore da solo un mese circa del Papa Paolo VI. Dopo aversi dato sepoltura a due Papi in meno di due mesi, sembrò bene agli elettori del secondo conclave di optare per un successore sano e robusto, e davanti una buona prospettiva di lunga vita.
Il Cardinale Camarlengo, Giovanni Villot, fece al Card. Karol Wojtyla la domanda rituale sulla sua accettazione, alla quale l’eletto Papa rispose: “Per obbedienza alla fe, davanti a Cristo mio Signore, confidando nell’aiuto della Madre di Cristo e della Chiesa, pur cosciente delle grandi difficoltà, accetto”.
Due ore dopo il segno della fumata bianca nel caminetto della Cappella Sistina, annunciando che c’era stato lo scrutinio decisivo, il Cardinale Pericle Felici, dalla balconata centrale della basilica di S. Pietro, illuminata quella sera da una luce surrealista alla televisione, propria del crepusculo vespertino di quel giorno eccezionale, diede l’annuncio ufficiale con l’“Habemus Papam!”. Ad una piazza di S. Pietro totalmente colma di gente e al mondo intero in attesa, presentó Karol Wojtyla come nuovo Papa. L’annuncio del suo nome creó dapprima una confusione tra la moltitudine lí riunita ed anche tra i reporters dei diversi mass-media di tutto il mondo, stampa e TV. Dapprima, il suo nome suonava come se fosse quello di un africano, ma poco a poco fu stendendosi per la piazza un’ondata di luce al sapersi che si trattava di un “polacco”, il primo Papa non italiano dal lontano 1522. La folla rimase elettrizzata.
Quando poi l’atletico Papa di 58 anni, che si era scelto il nome di Giovanni Paolo II (in omaggio ai suoi tre immediati predecessori: Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo I) apparve, finalmente, alla balconata, si diresse per la prima volta alla folla con voce potente e ferma in italiano. Iniziò con un affettuoso saluto: Carissimi fratelli, conquistandosi immediatamente il suo nuovo gregge. A continuazione si diresse ai fedeli del mondo intero: “Non abbiate paura!”. Pose quindi il suo pontificato ed il benessere della Chiesa sotto la protezione divina di Gesù Cristo e dell’ausilio della sua Madre Santissima.
Il 22 di ottobre, Karol Wojtyla prese ufficialmente possesso come Papa Giovanni Paolo II. Egli optó per una cerimonia semplice prescindendo dall’incoronazione con il triregno. Il Cardinale polacco divenne così il Vescovo di Roma, Vicario di Gesù Cristo, sucsessore di S. Pedro, Sommo Pontefice della Chiesa Universale, Patriarca di Occidente, Primate dell’ Italia, Arcivescovo e Metropolita della Provincia Romana, Sovrano dello Stato della Città del Vaticano e Servo dei servi di Dio. Il suo scudo papale era tipicamente mariano; il suo motto: Totus Tuus - “Tutto tuo”.
Il resto è già storia, come si suol dire. E’ la nostra storia e la storia del finale del secolo XX° e dell’inizio del terzo millennio. Con i suoi più di 104 viaggi apostolici, praticamente tutti abbiamo avuto l’occasione di veeder il Vicario di Cristo una o più volte nella nostra vita. Ognuno di noi può ricordare perfettamente dove e quando fu la prima volta che vide questo vibrante e carismatico Papa. Per i cattolici minori di 26 anni è l’ unico Papa che hanno avuto e conosciuto finora.
Gli adulti possono ricordare come divenne strumento della Provvidenza e della storia perché veniva da un paese comunista. Il suo appoggio al partido polaco Solidarnosc, le sue visite in Polonia come Papa nel 1979 e, più avanti, nel 1987, segnarono l’inizio del movimento che portó al finale alla caduta del muro di Berlino e del comunismo. Anteriormente, tuttavia, c’era stato l’attentato del 1981 al cui riguardo il Papa stesso affermó che sarebbe stato fatale se non avesse avuto la protezione della Madre di Dio, sotto il cui patrocinio aveva posto il suo pontificato. Nel 1983 visitó in carcere il suo aggressore al quale perdonò. In seguito visitó Fatima per ringraziare personalmente la Madonna per avergli salvato la vita (poi beatificó pure due dei veggenti). Come dato curioso, la sua morte è avvenuta a solo poche settimane dalla morte dell’ultima veggente di Fatima, Suor Lucia dos Santos.
Il suo stile pastorale e il suo genio personale rimarrà incolume e forti. Riaffermando sempre l’ortodossia dottrinale, le sue visite pastorali per tutto il mondo furono caratterizzate da liturgie vivaci, inculturate e partecipate da milioni di personae. Dopo l’attentato, il suo “papamovile” con cristalli a prova di tiro si è fatto familiare nelle sessioni di notizie della TV con le sue visite da Continente a Continente, e da un paese all’altro.... Giovanni Paolo II beatificó e canonizzó a più Servi di Dio di qualsiasi altro Papa, convinto che i credenti hanno bisogno di numerosi esempi di fede e di santità da imitare e dell’utilità di questo incentivo per abbracciare la vocazione alla santità in qualsiasi stato di vita.
Con il passare del tempo siamo stati testimoni, man mano, del deterioramento della salute del Santo Padre e di come seppe presentare la sua syessa limitazione fisica come una chiara testimonianza del carattere sacro della vita umana e della dignità di ogni persona dal concepimento fino al termine naturale della vita. Quando però si sentiva forte e sano portava sempre un baculo personale con l’immagine di Cristo crocifisso e con esso si sosteneva. Quando si fece anziano e non poteva più portarlo, espresse tale simbolo nella sua stessa persona per mezzo delle sue sofferenze e malattie, così patenti nei suoi ultimi anni. Eppure ogni volta che mostrava in pubblico la sua debolezza, in ogni tratto doloroso, testimoniava con più forza che con qualsiasi altro discorso, decreto o dogma, il valore redentore della nostra sofferenza unita a quella di Cristo.
Se i Cardinali del secondo conclave del 1978, sotto ispirazione dello Spirito Santo, volevano trovare un candidato robusto e con molta vita davanti, la Provvidenza ha ricompensato la sua elezione. Il Papa Giovanni Paolo II è stato Capo della Chiesa Cattolica durante 26 anni, 5 mesi e 17 giorni, superando tutti gli altri Papi ad eccezione di S. Pietro e di Pio IX.
Quando la sua salute iniziò a deteriorarsi, molti specularono sulla sua rinuncia ma il Santo Padre riaffermó che lasciava sempre in mano di Dio la decisione su quanto tempo gobernerebbe la Chiesa. Adesso, Dio ha chiamato il suo servo accanto a sè. Che possa godere della visione di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo in compagnia della SS. Vergine, della quale fu così grande devoto, e della compagnia di S. Pietro Apostolo e di tutti gli altri Santi e Beati che proclamó come doni per la Chiesa.
Come già detto da altri, negli annali della Chiesa e della storia mondiale, è una verità del tutto certa il rispetto con cui si guarda a Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II: Come lui non ne vedremo di certo un altro!
Il Collegio cardinalizio, con 117 elettori ed eleggibili, si riunirà in conclave per eleggere un nuovo Papa fra 15 a 20 giorni a partir da oggi. Al Decano dei Cardinali diaconi, Jorge Arturo Medina Estévez, del Chile, toccherà annunciare al mondo il nome del neo-eletto Papa e presentarlo alla balconata della Basilica di S. Pietro, un poco dopo lo scrutinio decisivo. Da lì il nuovo Papa impartirà la sua prima benedizione apostolica “Urbi et Orbi”.
Per maggior informazione sul Collegio cardinalizio e il conclave vai a:
http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_constitutions/documents/hf_jp-ii_apc_22021996_universi-dominici-gregis_it.html